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In termini di risultati è possibile fare un bilancio?

I risultati sono molto positivi, le posso dire che da noi viene una percentuale di patologie complicate e molto gravi, che si aggira attorno al 35% dei pazienti che noi visitiamo giornalmente. Cioè su 500 pazienti, un terzo è affatto da patologie complicate e complesse. Posso affermare che di queste patologie complicate e complesse, almeno il 75% riusciamo a risolverlo. Questo è un fatto quasi miracoloso, se si pensa che molti dei nostri pazienti vengono da fuori regione, e ci vengono inviati da colleghi oculisti o medici di base, perché sanno che qui abbiamo una competenza professionale elevata, oltre che attrezzature e tecnologie molto sofisticate, sia per la diagnostica che per la terapia.

Da un punto di vista strutturale, lei quindi ritiene che il Policlinico Umberto I di Roma, al di là di tutte le polemiche, al di là dell’involucro, rappresenti davvero un centro di eccellenza?

È sicuramente un centro di eccellenza, non solo nazionale, ma anche internazionale. Questo glielo posso assicurare,. Noi abbiamo collaborazioni di ricerca con almeno quattro nazioni in questo momento: la Francia, la Russia, gli Usa e la Spagna. Da molto tempo lavoriamo con loro.

Quindi non se la sente di affermare che tutte le polemiche su questa struttura siano motivate da situazioni obiettive? La ritiene una struttura all’avanguardia?

Assolutamente  sì. Qui bisogna considerare che lavoriamo in una struttura che ha 110 anni di vita,  è bellissima da vedere, tanto è vero che tutta la parte esterna, è dichiarata monumento storico nazionale,  per cui tra l’altro, anche  gli interventi di  ristrutturazione sono estremamente complessi, e devono sempre essere coordinati con la Sovrintendenza alle  Belle Arti. Abbiamo obiettivamente qualche problema in  più rispetto agli altri ospedali,  nel gestire  strutturalmente, e vorrei dire morfologicamente,   queste nostri ambienti.  Tenga conto che noi dell’Oculistica, abbiamo una superficie coperta dedicata all’assistenza, alla didattica e alla ricerca, che è enorme, pari a quasi  8000 metri quadrati coperti, suddivisi su sei superfici. Quindi è  una enormità. È chiaro che qui, come in qualunque casa d’altronde, se andiamo a ficcare il naso negli angoli, un granello di polvere lo troviamo sicuramente.

 
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