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Qual è il futuro di questa sua specializzazione, verso quali frontiere va?

Sono sempre più convinto che nel futuro saremo legati e dipendenti dalle tecnologie sofisticate. Un po’ tutta la medicina direi, ma la nostra specialità in particolare, già lo è, ed in futuro lo sarà sempre di più. Nel nostro campo la tecnologia ha portato una vera rivoluzione, pensi a come è possibile oggi operare la cataratta senza i traumi di una volta. Io ho cominciato a fare estrazione di cataratta con la pinza di arruga alla fine degli anni ’60, e siamo oggi passati a operare la cataratta con un sistema di frantumazione a vibrazione impensabile fino a qualche anno fa. Oggi l’intervento di cataratta dura cinque minuti in mani esperte. Oggi le nuove tecnologie sono davvero micro invasive, e danno risultati straordinari, impensabili solo fino a quattro o cinque anni fa.

Nella sua esperienza c’è una patologia che ha visto crescere a dismisura negli ultimi anni?

Certamente tutte le patologie legate alle malattie degenerative, collegate alla terza e quarta età. Perché oggi si vive più a lungo. C’è stato un aumento della vita media incredibile. L’Italia è al terzo posto nel mondo per la durata della vita media, qui da noi si vive ben oltre gli 80 anni. Quindi tutte le patologie legate alla vecchiaia sono diventate importantissime. L’organismo, seppure vive più a lungo, non è esente dalle deteriorazioni, legate principalmente alle malattie degenerative.

Ci sono dei comportamenti che abbiamo assunto in maniera forte in questi ultimi anni, che hanno fatto aumentare le patologie legate agli occhi?

L’eccesso di cibo e soprattutto di alcuni cibi. Dopo i 60 anni bisogna dichiarare guerra assoluta allo zucchero bianco, definito dai diabetologi: bianco, dolce e nocivo. Quindi, dopo i 60 anni, fate guerra allo zucchero… e il fumo naturalmente, che pare prevenga l’Alzheimer ma per il resto fa molto male a tutto. Poi direi di adottare la giusta misura in tutte le cose aiuta.
Luigina Dinnella

 
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