| Dal punto di vista farmacologico, invece?
Anche lì siamo andati avanti, però direi non nella stessa maniera rispetto a quella che è stata la crescita della tecnologia.
Tra i farmaci in uso, quale ritiene sia il più valido, quello che ha maggiormente aiutato la vostra professione?
Ce ne sono diversi; sono stati perfezionati tutti gli oppioidi, i derivati della morfina, nei quali vengono utilizzate molecole ad attività analgesica sempre più potente, e quindi in grado di garantire un intra operatorio più analgesico. Anche nell’anestesia generale e nella rianimazione vengono usati farmaci, come ad esempio il Propofol che è sicuramente molto maneggevole. Anche i Curari, che sono dei miorilassanti, anche questi oggi sono di più facile e migliore utilizzo. Per cui la farmacologia è sicuramente ad un livello molto avanzato.
Parlando nello specifico del Policlinico Umberto I, ci sono, a suo avviso, al di là dell’involucro che è suscettibile, e spesso lo è, di critiche e polemiche, la tecnologia, la farmacologia, il personale adeguato? Lo ritiene una struttura di eccellenza da questo punto di vista o si può fare di più e di meglio?
Si può fare di più e di meglio sempre. Guardi io dico che ci sono delle potenzialità umane notevoli in questa struttura. Io lavoro in un ambiente, in un gruppo ampio, e devo dire che ci sono delle personalità che sicuramente sono capaci e valide, e con notevoli possibilità di espansione. È la realtà in cui viviamo, che rende difficile questa espansione, soprattutto alle donne. Questo è un ambiente dove la rivalità, la carriera purtroppo, hanno ancora un ruolo centrale.
Dove va questa professione? Quali sono i traguardi più immediati da raggiungere? A cosa ambite? Cosa sperate che cresca nell’ambito della vostra professione?
Sicuramente un obiettivo non raggiunto e che vorremmo raggiungere è quello di poter gestire al meglio il dolore, sia dal punto di vista delle possibilità teorica, con la creazione di scuole di specializzazione, sia dal punto di vista proprio pratico e tecnico. Io credo che noi siamo quelli che più di tutti conosciamo questo momento critico del paziente, e siamo quelli capaci di gestire i farmaci del dolore al meglio. In questo momento ritengo sia questo l’obiettivo assolutamente prioritario della nostra specializzazione e del nostro settore scientifico.
Luigina Dinnella
|