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Questa modalità di esecuzione dell’intervento quali benefici produce nel decorso post-operatorio e di vita del paziente?
Ha un peso notevole, perché senza questa metodologia i pazienti, per la maggior parte dei casi perdevano peso e non lo riacquistavano più nella loro vita, avevano una ripresa ed una qualità della vita davvero mediocre, pagavano un prezzo elevatissimo per avere salva la vita, forse per quattro o cinque anni. Adesso, da parte degli esperti di questo tipo di chirurgia, c’è molta attenzione verso la qualità della vita di questi pazienti. Queste modalità di intervento che noi adottiamo, consentono ai pazienti di riprendere una vita normale, con una funzione digestiva perfettamente normale, e non perdono più peso.
C’è un vademecum, al di là di quelli classici, di prevenzione rispetto a questo tipo di patologie? C’è qualcosa di particolare che è bene evitare per non contrarre un tumore del pancreas?
Il tumore del pancreas è frequente nelle popolazioni più agiate, ed è un tipo di patologia che ha più incidenza laddove è presente un maggiore sviluppo industriale e là dove sono elevati alcuni abusi. In particolare l’abuso sia dell’alcool che di alcune sostanze un po’ voluttuarie; e fra queste è stata individuata il caffè.
Quali sono le prospettive di questa vostra specializzazione? Quali sono gli obiettivi ai quali aspirate?
Noi vorremmo, innanzitutto, tentare di incrementare quello che è il problema della diagnosi di alcune malattie. Ci sono alcune patologie benigne o apparentemente tali, del pancreas, che devono essere tenute molto in sorveglianza, perché alcune di queste, hanno, rispetto ad altre, una elevata possibilità di trasformazione in tumori maligni. Mi riferisco in particolar modo ad alcuni tumori, cosiddetti mucinosi, papillari del pancreas, che si presentano all’inizio come tumori benigni, ma vanno tenuti in seria considerazione. Le cisti, perché la patologia si manifesta con cisti del pancreas, a volte vengono un po’ misconosciute nella loro evoluzione subdola, per cui ci capita di operare pazienti, che se avessimo trattato qualche anno prima, sarebbe stato assai meglio. Allora è su questo che vogliamo incidere con il nostro progetto. Ovviamente per fare ciò, è necessaria una metodologia diagnostica sofisticatissima, di cui, il nostro centro, la nostra azienda, il nostro Policlinico Universitario deve essere dotato.
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