Lei ritiene quindi che ci sia un attacco proprio alla vostra professionalità?
Sì, e per certi versi è anche giusto, visto che ci sono tante persone che praticano la chirurgia plastica senza neanche essere chirurghi plastici. Molti addirittura non sono neanche chirurghi… molti non sono neanche medici… ci sono molte trappole in questo settore e bisogna strare attenti. Innanzitutto si deve diffidare di chi non ha i titoli per farlo.
Mi riferivo ad altro, questo lo davo abbastanza per scontato. Lei diceva prima che chi vive male un proprio difetto fisico, è bene che si rivolga al chirurgo estetico, se questo serve a risolvere un problema, spesso anche psicologico. Ma quando e in che condizioni fisiche è bene rivolgersi a voi, e soprattutto, risolvere quel problema può comportarne altri?
Questo dipende dalla persona, perché ci sono magari delle persone che noi riteniamo oggettivamente a posto, e che secondo noi non hanno bisogno di nulla, ma se vivono malissimo determinate loro imperfezioni, non possiamo esimerci dall’intervenire comunque. Certo parliamo con loro, anche molto, per dissuaderle, ma alla fine siamo tenuti ad assecondare le richieste dei clienti, siamo lì per quello, non possiamo non andare incontro alle richieste. Poi è chiaro che c’è chi ha smanie di iperperfezionismo, e allora anche lì si interviene, e si cerca di non farlo necessariamente con il bisturi.
Lei accennava prima al fatto che molti suoi colleghi si sono “buttati” in questa branca per la voce, vera o non vera, che circolino molti soldi… ma è così davvero?
Credo che se si vuol fare bene il proprio lavoro bisogna investirci sopra, a cominciare dalla formazione, che deve essere seria. Partecipare ad un nostro congressi non costa meno di 5 o 6 mila euro. Quindi per forza di cosa di soldi se ne spendono e tanti, già solo per la formazione. I costi del nostro lavoro sono alti se si fa sul serio e con tutte le precauzioni possibili. Le cliniche costano, se poi uno lavora nei retro bottega delle profumerie! L’abbattimento dei prezzi muta la qualità. Il risparmio erode qualche altra cosa. È come per la sicurezza del lavoro, se non si spende i risultati si vedono.
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