È l’infiammazione acuta o cronica dei bronchi. La bronchite acuta consegue per lo più ad infezioni virali delle vie respiratorie inferiori, o anche all’azione subitanea del freddo o di gas o polveri irritanti; può rappresentare una complicazione del morbillo. Si manifesta con senso di costrizione al torace, e tosse con produzione di catarro muco-purulento, talora striato di sangue. Talora sussiste affanno, la cui entità è in rapporto all’estensione del processo bronchitico. Mentre nei giovani e negli adulti la malattia risente favorevolmente della terapia, nei bambini e negli anziani può evolvere verso la polmonite e assumere carattere di gravità.
Il trattamento consiste nell’impiego di sedativi della tosse e nell’inalazione di sostanze fluidificanti il muco e, nei casi indicati, nella somministrazione di antibiotici (penicillina, ampillicina, tetraciclina). La bronchite cronica è invece dovuta ad una bronchite acuta non perfettamente guarita o all’azione persistente di fattori irritanti (freddo, fumo, gas, polveri). In essa si verifica distruzione delle cilia vibratili normalmente presenti sulla mucosa e deputate ad allontanare il muco ed eventuali particelle estranee eventualmente penetrate nei bronchi. Si manifesta con tosse più o meno continua, con emissione di un escreato biancastro e schiumoso, difficoltà del respiro dapprima sotto sforzo, poi anche a riposo, dispnea, spasmo bronchiale. Se non trattata adeguatamente, evolve di solito verso l’enfisema e, nei casi gravi, si va verso una insufficienza polmonare. La diagnosi della bronchite cronica, e la valutazione del grado di compromissione della funzione ventilatoria dei polmoni, sono consentite dall’esame radiologico del torace, dall’esame funzionale dell’apparato respiratorio e dagli esami di laboratorio.
La migliore prevenzione è rappresentata dall’astensione totale dal fumo (e dagli ambienti fumosi), cercando di respirare il più possibile aria pura.
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