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PARKINSON


Il morbo di Parkinson è una malattia cronica, detta anche paralisi agitante, propria dell'età presenile e senile. Insorge abitualmente tra i 50 e i 60 anni e ha un andamento cronico con durata che può superare i 20 anni. Da tempo è noto che circa il 15% dei malati ha parenti affetti dalla stessa malattia, fenomeno che fa sospettare una possibile base genetica del morbo, ma a tutt'oggi è conosciuta solo la patogenesi del Parkinson, ed è stata ampiamente identificata nella drastica diminuzione a livello di alcune strutture del sistema extrapiramidale della dopamina, uno dei principali neurotrasmettitori del sistema extrapiramidale.

La malattia incomincia in modo lento e subdolo con lieve tremore al capo o alle mani, le quali spesso ripetono a lungo piccoli movimenti, la scrittura diviene tremula e con caratteri minuscoli. In seguito il tremore dagli arti superiori si propaga a quelli inferiori e quando è molto accentuato può generalizzarsi o colpire un solo lato del corpo; la rigidità muscolare provoca di solito un atteggiamento in flessione e una particolare immobilità statuaria del viso. L'andatura è a piccoli passi e a gambe lievemente piegate; la parola è scandita, esitante all'inizio ed esplosiva in seguito; fra le alterazioni secretorie sono importanti la scialorrea, l'aumento della secrezione sudorale e sebacea, la poliuria; il carattere spesso peggiora e subentra una facile irritabilità. La diagnosi del morbo di Parkinson si basa sui caratteristici segni clinici di rigidità, tremore e bradicinesia (lentezza nei movimenti), e la caratteristica andatura.

La terapia del morbo di Parkinson prevede l'uso di farmaci combinati variamente fra loro in diversi schemi terapeutici. Il principale è costituito dalla L-DOPA, precursore della dopamina, e da farmaci anticolinergici, utili per smorzare l'aumento di attività dell'acetilcolina. Questi farmaci vengono spesso usati in maniera alternata per ridurre gli effetti collaterali che in una terapia così prolungata inevitabilmente tendono a manifestarsi. L'intervento chirurgico, che consiste nella lesione delle strutture extrapiramidali responsabili, è riservato ai casi con tremore grave e resistenti alla terapia medica.

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