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SCLEROSI MULTIPLA


La sclerosi multipla, detta anche sclerosi a placche, è una malattia caratterizzata dalla distruzione della sostanza bianca (mielina) che avvolge i filamenti nervosi, mentre quest’ultimi e la cellula nervosa (neurone) da cui emanano rimangono di solito integri. Ne risulta quindi una difficoltà, se non addirittura il blocco della trasmissione degli impulsi nervosi. Colpisce prevalentemente i giovani tra 15 e 40 anni, per lo più donne. In Italia si contano circa 30.000 soggetti affetti da sclerosi multipla. La sua causa non è ancora del tutto chiarita, anche se si ritiene molto verosimile un fattore virale e/o autoimmunitario.

Il decorso della malattia è caratterizzato da fasi alterne di esacerbazione e di remissione, ed è quindi indispensabile che il trattamento venga intrapreso il più tempestivamente possibile, per evitare che si stabiliscano paralisi. La sclerosi multipla può esordire in forma acuta, con immediati deficit motori, oppure avere un decorso lento. Spesso di deficit motorio parte degli occhi e dalla perdita di forza (di solito unilaterale) degli arti. Se le lesioni interessano il cervelletto, compaiono tremori, andatura scoordinata, parola scandita. Nelle fasi più progredite possono comparire disturbi della ritenzione di urine e feci. La sclerosi multipla recidivante-intermittente è caratterizzata dal susseguirsi di attacchi costituiti dall’insorgenza acuta di disturbi neurologici, con le suddette caratteristiche, che tendono per lo più alla regressione, totale o parziale. Con il passare del tempo la regressione tende a farsi sempre meno completa finché, dopo 7-10 anni, si assiste ad un «viraggio» verso la forma secondariamente progressiva. La sclerosi multipla secondariamente progressiva è costituita da quelle forme recidivanti-remittenti che hanno perso il caratteristico andamento intermittente e presentano invece un peggioramento costante con andamento progressivo. Le forme secondariamente progressive tendono a dare una significativa disabilità. La sclerosi multipla progressiva primaria in genere ha un esordio tardivo (dopo i 40 anni) e tende più spesso a colpire il sesso maschile; è caratterizzata da disturbi motori, per lo più a carico degli arti inferiori.

La sclerosi multipla benigna determina modesti gradi di disabilità. Oltre che sulla sintomatologia clinica, piuttosto caratteristica, la diagnosi si basa sull’esame del liquor, che mette in rilievo aumento delle immunoglobuline G; essenziali anche la TAC, la risonanza magnetica computerizzata, la tomografia. La terapia, oltre che dell’impiego di corticoidi e di immunosoppressori, si giova della somministrazione di interferone beta-1b (betaferon), che non soltanto riesce spesso a diradare le fasi di riacutizzazione, ma riduce in queste il grado di aggravamento dei sintomi.

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