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TUMORE


Un tumore dal punto di vista medico è una tumefazione o un aumento di volume. Oggi il termine tumore viene impiegato quasi esclusivamente per comprendere tutti quegli aumenti di volume di organi o di tessuti, in senso progressivo, dovuti a una moltiplicazione cellulare. Un tumore è dunque una massa anormale di tessuto la cui crescita eccede quella dei tessuti normali, non è coordinata con questa e persiste nello stesso modo anche dopo la rimozione dello stimolo che ha evocato la trasformazione. Esistono molte definizioni di tumore ma poiché la causa (o le cause) della natura intima della crescita tumorale permane sconosciuta, le definizioni finora formulate appaiono in realtà semplici descrizioni.

Ci sono tumori benigni e tumori maligni. Appare subito evidente come i tumori non possano essere raggruppati tutti in una classe omogenea; infatti alcuni conducono a morte, altri no. Per questo è stata elaborata una prima classificazione, con criterio clinico, suddividendo i tumori in benigni e maligni. Studiando poi, con tecniche diverse e più perfezionate, il comportamento dei tumori si è osservato che, oltre al criterio clinico, altre caratteristiche distinguevano l'andamento benigno da quello maligno e che inoltre non sempre la malignità clinica coincideva con quella biologica. L'accrescimento dei tumori benigni è espansivo, mentre quello dei tumori maligni è infiltrativo: da questa differenza essenziale derivano poi le altre. Infatti, in seguito a un accrescimento infiltrativo maligno i tessuti normali vengono scompaginati, la massa tumorale risulta sprovvista di capsula e c'è la possibilità di una riproduzione a distanza (metastasi) del tumore rispetto all'area d'insorgenza. Il tumore benigno, caratterizzato da un accrescimento di tipo espansivo, è invece separato dai tessuti sani da una capsula, che non è dovuta alla proliferazione del connettivo del tessuto ma al fatto che la massa tumorale, crescendo per espansione, comprime, ammassandolo, il connettivo circostante; non dà metastasi e quando viene asportato non recidiva, a differenza del tumore maligno; l'eventuale danno che può arrecare è dovuto in gran parte alla compressione cui vanno soggetti i tessuti circostanti. Esistono tuttavia dei tumori molto pericolosi, anche se benigni, a causa della loro sede di insorgenza. Ad esempio, alcuni tumori benigni che si sviluppano nel cervello comprimono, sviluppandosi, le strutture circostanti le quali, essendo la scatola cranica inestensibile, si assottigliano notevolmente fino a provocare un'alterazione profonda della loro funzione; inoltre la loro asportazione, quando sono state raggiunte dimensioni elevate, può presentare seri pericoli, in quanto si viene a creare una decompressione che espande bruscamente le strutture prima compresse con possibilità di shock, e arresto cardiorespiratorio. È evidente quindi che il criterio clinico di malignità non coincide sempre con quello biologico.

Gli effetti dei tumori benigni che solo in alcuni casi, per la particolare sede di insorgenza, possono risultare mortali, sono dovuti a compressione e ostruzione; quelli dei tumori maligni, che conducono a morte se non si interviene rapidamente e precocemente, sono l'espressione del loro accrescimento infiltrativo e consistono, oltre che nella compressione e nell'ostruzione, nella distruzione dei tessuti: in tal modo interferiscono con le funzioni fisiologiche e causano ulcerazioni, emorragie, infezioni fino a un profondo dimagramento e decadimento delle condizioni generali dell'organismo. Nei tumori maligni la morte è tanto più frequente quanto maggiore è la tendenza a dare metastasi. Come sinonimo di tumore, è usato il termine neoplasia. Il mondo dei tumori è molto vasto ed è impossibile indicare sintomi che siano uguali per tutte le patologie e, alla stessa maniera, è impossibile indicare una patologia unica

La terapia dei tumori varia a seconda dei casi e ci possono essere diversi tipi di interventi che devono essere mirati per ogni specifica forma di tumore e lo stadio di sviluppo in cui si trova. In linea generale, obiettivo primario della terapia è l’asportazione del tumore o la sua distruzione in sede, acquistano pertanto importanza fondamentale le tecniche chirurgiche e l’intervento con radiazioni ionizzanti. L’intervento sistemico contro la proliferazione delle cellule tumorali nell’organismo si avvale principalmente dei farmaci chemioterapici.

 
+IL PARERE DELL'ESPERTO

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Dr. Piero Chirletti
- Se lei dovesse  individuare il “suo”  intervento, quello per il  quale è ritenuto un punto  di riferimento, quale  sarebbe?

- Questo tipo di patologia  di cui lei parla, che  incidenza ha in termini  numerici? In un anno  quanti interventi  effettuate?

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