L’ulcera peptica è una lesione a forma di nicchia tondeggiante, singola o multipla, che colpisce la mucosa e la sottomucosa degli organi del tratto digerente superiore, più spesso stomaco e bulbo duodenale, ma anche esofago e seconda porzione del duodeno. Le cause non sono ancora ben definite, ma si sa che l'ulcera compare nei casi in cui si rompe l'equilibrio tra fattori aggressivi, cioè acido cloridrico e pepsina, e fattori difensivi, cioè il muco, la barriera costituita dalla tonaca mucosa e gli ormoni gastrointestinali inibitori. Attualmente si ritiene che la maggior parte delle ulcera non provocate da farmaci antinfiammatori non steroidei sia attribuibile a un'infezione causata dal batterio Helicobacter pylori.
Accanto alle terapie tradizionali antiulcera, basate sugli antagonisti dei recettori H (ranitidina, famotidina, cimetidina), su inibitori della pompa protonica (omeprazolo) o su antiacidi, sono comparse così terapie antiulcera a base di antibiotici. Altri fattori che intervengono nell'insorgenza dell'ulcera sono: abitudini voluttuarie (fumo di sigaretta, alcol e caffè); predisposizione familiare a sviluppare la malattia ulcerosa; cause psicosomatiche e farmaci, in particolar modo i cortisonici e l'acido acetilsalicilico, benché in definitiva si debbano considerare lesivi tutti gli antinfiammatori, gli antifebbrili e gli antidolorifici (anche se non assunti per bocca), oltre a molti altri farmaci.
L'ulcera venerea detta anche ulcera molle o streptobacillosi, è un'infezione contagiosa. Il contagio più frequente è quello diretto per mezzo del rapporto sessuale e di conseguenza le lesioni sono localizzate quasi esclusivamente agli organi genitali; dopo un periodo di incubazione di 2-3 giorni, la malattia inizia con ulcerazioni di solito con tendenza ad approfondirsi nel derma. L’ulcera delle gambe è detta pure ulcera varicosa della gamba, rappresenta spesso l'alterazione predominante del quadro sintomatologico delle varici venose. |