La nevralgia del trigemino é un disordine del nervo trigemino che causa episodi di intenso dolore negli occhi, labbra, naso, cuoio capelluto, fronte, aree cutanee esterne e mucose interne della mascella e della mandibola. La nevralgia del trigemino viene considerata da molti, come classificabile tra le condizioni più dolorose. Si stima che circa una persona ogni 15.000 soffra di nevralgia del trigemino, anche se i numeri veri potrebbero essere significativamente maggiori per via delle frequente diagnosi errate. Abitualmente si sviluppa dopo i 40 anni.
La nevralgia si manifesta con un dolore intenso, spesso descritto come folgorante, che interessa soprattutto i rami mascellare e mandibolare del trigemino. Il dolore insorge improvvisamente o dopo movimenti dei muscoli facciali o dopo stimolazioni anche di lieve entità: parlare, masticare, toccare la cute possono già essere stimoli sufficienti a scatenarlo. Non è ritmico, né pulsante; dura da pochi secondi a qualche minuto, per poi riprendere dopo una breve tregua. È monolaterale, interessa all’inizio una sola branca e non è accompagnato da altri sintomi neurologici; spesso sono presenti arrossamento cutaneo, fotofobia, lacrimazione. Durante l’attacco il paziente interrompe qualsiasi attività. La stimolazione di alcune zone cutanee può scatenare l’attacco. Nella nevralgia sintomatica del trigemino, invece, che si presenta clinicamente in modo simile alla nevralgia essenziale, c’è un danno organico del nervo, ed esiste un deficit sensitivo stabile, ed è spesso la conseguenza di processi patologici derivanti da aneurismi, neurinomi, meningiomi, sclerosi a placche.
Il trattamento terapeutico standard si fa con Carbamazepina, Dintoina e recentemente Gabapentin, Oxcarbazepina e Lamotrigina. Tutti hanno dimostrato una certa efficacia, anche instillazioni endoculari di anestetico locale. La risposta immediata in genere è buona. Il farmaco più collaudato fra tutti è la carbamazepina, ma questi come gli altri del gruppo presenta degli svantaggi. Primo tra tutti la necessità di assunzione cronica con effetti collaterali spiacevoli. La carbamazepina in particolare provoca sonnolenza vertigini ed alterazioni della crasi ematica (emocromo, funzionalità epatica etc.).
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