È una malattia che si caratterizza per la comparsa di chiazze di pelle ispessita, arrossata e infiammata. Di solito la psoriasi non causa prurito; ma la zona colpita può essere tanto estesa da causare al malato un grave disagio fisico e psicologico.
Per diagnosticarla è sufficiente un’analisi della zona in cui lo sfogo cutaneo si è manifestato da parte di uno specialista. Il trattamento per curarla è a base di farmaci.
I trattamenti sono di due tipi: locali e per via generale, questi ultimi sono riservati alle forme più gravi. Per i trattamenti locali si usano pomate cheratolitiche: Acido salicilico e Urea, sono queste infatti le molecole più usate per l'eliminazione delle squame provocate dalla malattia, ma ai bambini devono essere date in concentrazione blanda poiché potrebbero accumularsi e diventare tossiche. È possibile curare la psoriasi infantile con la vitamina D in modo efficace e con meno controindicazioni rispetto agli altri farmaci. Tra gli altri trattamenti locali ci sono l'eosina, e le pomate al mercurio o al catrame, particolarmente indicate per le forme diffuse o a placche. Tra le controindicazioni più frequenti a questi farmaci è la possibilità che possano scatenare irritazioni. Nell'infanzia si ricorre a questo tipo di trattamenti solo per le forme più gravi e solo in età scolare. Tra i trattamenti sistemici più efficaci ricordiamo quelli a base di acido retinoico e di acitretina per la psoriasi diffusa e a placche. Può giovare anche la fototerapia, quindi l'esposizione ai raggi solari. Anche la terapia cosiddetta "PUVA", che si fa in una cabina esponendo la pelle ai raggi ultravioletti e all'emanazione di psoralene, può nelle forme molto gravi rappresentare un buon trattamento sintomatico.
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