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PRONTO SOCCORSO


ANNEGAMENTO

In caso di annegamento, le prime cure all'infortunato devono essere prestate immediatamente, senza attendere l'arrivo di un medico, perché l'arresto respiratorio porta in pochi minuti all'arresto cardiaco e alla morte.

La respirazione artificiale deve essere iniziata il più presto possibile, già nell'acqua, senza attendere di aver trasportato l'infortunato a terra. Il metodo di respirazione artificiale più efficace, e l'unico attuabile in acqua, è quello bocca-bocca. Per attuare questo metodo occorre piegare all'indietro la testa dell'infortunato, sollevargli la mandibola e tenergli la bocca semiaperta, spingendo verso il basso il mento con il pollice. Quindi il soccorritore dovrà soffiare l'aria per circa un secondo, e non troppo velocemente. Terminata l'insufflazione, il soccorritore solleva la bocca, lasciando per circa due secondi che avvenga l'espirazione, effetto delle forze elastiche del polmone, quindi di un movimento passivo. Una volta arrivati a riva, bisogna porre le gambe dell'annegato più in alto della testa, quindi tirarlo sul fianco, con la testa bassa e piegata all'indietro e la bocca semiaperta, e dovrà premere sullo stomaco, perché in questa posizione, si provoca la fuoriuscita di tutta l'acqua ingerita. Una volta effettuata questa manovra, bisogna riprendere immediatamente la respirazione artificiale. Questa va sempre eseguita con il metodo bocca-bocca.

Le manovre di rianimazione vanno proseguite finché la respirazione non riprende spontaneamente, e vanno associate al massaggio cardiaco nei casi di arresto circolatorio.

AVVELENAMENTO

Soccorrere la vittima di un avvelenamento non è facile, ed è opportuno evitare di sbagliare per non aggravare le sue condizioni.

Il rimedio più ovvio è quello di far espellere all'intossicato la maggior parte del veleno con il vomito: ma questa misura è controindicata se il veleno è un acido o una base forte, oppure se si tratta di petrolio, benzina o solventi, perché brucerebbero la gola al loro passaggio. Con esclusione di questi casi, in tutti gli altri si deve indurre il vomito, facendo bere all'intossicato dell'acqua calda contenente senape o sale. É necessario assistere l'infortunato, tenendogli la testa bassa e girata da un lato, in modo che il vomito non lo soffochi. Una volta liberato lo stomaco, gli si può somministrare un antidoto universale: carbone vegetale, oppure diversi albumi crudi. Nel caso degli acidi si somministrano al paziente due cucchiaini di bicarbonato di sodio sciolti in un bicchiere d'acqua, mentre le basi si neutralizzano con succo

- EMERGENZE    
Centro Antiveleni:

Policlinico A. Gemelli

Policlinico Umberto I

Centro Grandi Ustioni:

Ospedale S. Eugenio

Traumi:

CTO

Emergenza Occhi:

Oftalmico

Policlinico Umberto I

Emergenza Occhi:

Fate Bene Fratelli

Gorge Eastman

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