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deformazione dovuta allo spostamento dei frammenti ossei, arrossamento della parte colpita, e ancora raccorciamento dell'arto, angolazione o torsione. Successivamente sopraggiungono sintomi quali l'edema e l'ecchimosi.

Per quanto riguarda le fratture più comuni, quelle degli arti il trattamento di primo soccorso consiste nell'immobilizzare la parte ferita. Soprattutto nel caso della presenza di frammenti l'immobilizzazione serve a tenere uniti le parti di osso spezzate anche con mezzi di emergenza prima di trasportare il soggetto al Pronto Soccorso più vicino i frammenti infatti potrebbero, spostandosi, ledere dei muscoli, dei nervi o dei vasi o ancora "aprire la frattura" dall'interno all'esterno.

Nell'attesa si può tenere caldo l’infortunato e applicare una borsa di ghiaccio sulla zona dolente. Se la estremità dell’osso fratturato sporge dalla pelle e l’emorragia è grave, si può tentare di fermarla ma non bisogna fare nessun tentativo di riportare l’osso al suo posto nè di pulire la ferita. Se l'attesa di un medico si protrae ulteriormente l’infortunato deve essere trasportato per ricevere le cure del caso, la frattura deve essere immobilizzata con stecche per evitare danni maggiori. Potranno fungere da stecche tutto ciò che può servire a tenere ferme le ossa fratturate. Se si tratta di una frattura della colonna cervicale o dorsale, del bacino o del cranio non bisogna tentare di muovere il paziente. Non occorre pensare che non vi siano fratture soltanto perché l’infortunato può muovere l’articolazione o l’arto leso. Si può sospettare una frattura alla colonna vertebrale se il soggetto ha avuto un trauma alla colonna stessa, oppure se il ferito lamenta dolori alla schiena, o se si nota che si è verificata una paralisi. Il soccorso in questi casi è particolarmente delicato: può capitare infatti che una scorretta rimozione del ferito può fare sì che frammenti ossei fratturati si spostino creando lesioni midollari. Tra le cose da evitare c'è quella di far mettere seduto il ferito, perché la testa cadrebbe in avanti ciondolando, come se fosse disarticolata dal tronco e rappresenta sempre un grave potenziale pericolo ed è di ostacolo alla respirazione. Non bisogna neanche piegargli il collo o la schiena, ma bisogna sollevarlo in una sola volta e poi immobilizzarlo legandolo dalla testa ai piedi, dopo aver imbottito gli incavi naturali e le eventuali deformazioni. Se il ferito vomita, non girargli la testa sul fianco, ma inclinare il piano rigido. Va sottolineato che la frattura alla colonna vertebrale è il caso certamente più grave, ma non richiede urgenza assoluta. Se dunque non si è in grado o se non vi è la possibilità di far assumere all'infortunato la posizione di sicurezza è preferibile lasciare il paziente assolutamente immobile nell'attesa di soccorritori qualificati ad effettuare un trasporto corretto.

Sono invece da considerare urgenti tutti i casi di emorragie vistose o quelli in cui vi sono manifeste difficoltà cardiorespiratorie, in questi casi non c'è tempo da perdere. Il sofferente va soccorso subito, in qualsiasi modo.

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Emergenza Occhi:

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