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prosegue indisturbato e ristoratore fino al mattino. Il problema è quindi rappresentato dalla brevità del periodo di sonno che, invece, è qualitativamente soddisfacente.

La terapia farmacologica di questo primo tipo di insonnia ha buone probabilità di essere efficace. Se il disturbo ha una natura cronica, si può tentare di somministrare un ciclo breve, di non più di due o tre settimane, di una benzodiazepina ad azione rapida, che viene data circa mezz'ora prima di andare a letto. L'intento è quello di ristabilire la regolarità del ciclo sonno-veglia che in questi pazienti è di solito spostato verso le ore più tarde della notte; il trattamento va sospeso dopo che tale scopo è stato raggiunto e non va continuato indefinitamente. Oltre al trattamento di tipo farmacologico, è necessario che i pazienti affetti da insonnia decidano di modificare le proprie abitudini di vita: per favorire il sonno è necessario evitare l'uso di bevande eccitanti, gli sforzi fisici intensi, letture che possano indurre uno stato di eccitazione psichica, nelle ore del tardo pomeriggio e della sera. Il paziente deve andare a dormire solo quando avverte uno stato di sonnolenza, mentre deve svegliarsi sempre alla stessa ora. La cena non deve essere pesante; ma non deve neanche lasciare un senso di fame: latte e latticini possono favorire il sonno. Alcune persone ottengono un leggero effetto sonnifero bevendo una tazza di cioccolata calda: il cacao stimola infatti la secrezione di alcune sostanze attive sulla corteccia cerebrale, capaci di ridurre, per esempio, gli stati depressivi. Per indurre il sonno può anche essere utile bere un infuso sedativo, a base di camomilla, fior d'arancio, tiglio o melissa.

Una seconda porzione dei pazienti che soffrono di insonnia presenta un disturbo più complesso. Questi pazienti riescono facilmente ad addormentarsi, ma dopo poche ore si risvegliano e trascorrono il resto della notte in uno stato di agitato dormiveglia, svegliandosi stanchi ed ansiosi. Molti di questi pazienti soffrono di malattie che provocano dolori oppure difficoltà respiratorie durante la notte (artrosi, asma cardiaca, etc.). La terapia specifica di queste condizioni in molti casi dà luogo anche alla scomparsa della sintomatologia insonne. Se si associa una componente ansiosa si può proporre una terapia ansiolitica blanda protratta per qualche tempo. Come farmaco ipnotico si utilizza una benzodiazepina scelta fra quelle ad azione più prolungata, avvertendo il paziente che al mattino potranno essere presenti strascichi dell'azione del farmaco (sonnolenza, lentezza di riflessi, etc.).

Un terzo tipo di insonnia contraddistingue soprattutto i pazienti anziani, che vanno a dormire presto la sera e riescono ad addormentarsi subito, dormono per un certo numero di ore e poi si svegliano molto presto al mattino. Si tratta di uno degli effetti del diminuito bisogno di sonno caratteristico delle persone anziane; può però portare a seri problemi perché l'alzarsi molto presto al mattino comporta la comparsa precoce, la sera, del bisogno di coricarsi.

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