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ANESTESIA


Anestesia significa letteralmente «perdita totale della sensibilità». Può essere sia un disturbo della sensibilità che consegue a lesioni del sistema nervoso centrale e periferico, o più frequentemente, all’anestesia che viene indotta intenzionalmente e artificialmente a scopo antidolorifico durante gli interventi chirurgici.

Le cause patologiche della perdita della sensibilità dolorifica sono indotte dall’interruzione di filamenti nervosi, o dalla lesione di aree cerebrali preposte alla percezione del dolore, e può essere anche la conseguenza di lesioni traumatiche, degenerative, tumorali, tossiche. Più spesso l’anestesia serve a bloccare il dolore ed a proteggere l'organismo dall'aggressione chirurgica. L'anestesista è appunto un medico specializzato cui è affidato il compito impegnativo di annullare il dolore, del controllo e del recupero delle funzioni vitali del paziente prima, durante e dopo l'intervento chirurgico.

L’anestesia che viene indotta artificialmente può interessare la totalità dell’organismo (anestesia generale) o sezioni di esso (anestesia parziale). Di conseguenza, anche gli anestetici differiscono tra di loro, e vengono distinti in generali e locali. Durante l’anestesia generale il soggetto perde la coscienza, oltre che la sensibilità, e viene assistito dall’anestesista, che controlla le sue condizioni dal momento della somministrazione dell’anestetico sino al risveglio. Quindi l’anestesista prepara il paziente all’intervento, somministrando farmaci quali il diazepam, la morfina o l’atropina, e poi segue l’anestesia vera e propria allo scopo di indurre e mantenere lo stato di incoscienza e l’abolizione del dolore, durante l’intervento e dopo il risveglio. La somministrazione di queste sostanze, le relative dosi e le varie combinazioni tra di loro variano ovviamente in rapporto alla natura, all’estensione, alla durata dell’intervento, alle condizioni e all’età del paziente. L’anestesia locale invece, viene praticata per indurre una momentanea perdita della sensibilità in un particolare distretto del corpo: ad es., in un’arcata dentaria per rendere indolore la cura o l’estrazione di un dente.

La somministrazione può avvenire per applicazione locale dell’anestetico mediante pomate o spray, ma il più delle volte avviene mediante iniezione della sostanza con un ago molto sottile. Le tecniche variano notevolmente una dall’altra a seconda del distretto interessato. Le vie più comuni di somministrazione sono: per inalazione; per endovena, e per via rettale. Altra forma di anestesia è l’anestesia peridurale, consistente nell’iniettare l’anestetico prescelto nello spazio perdurale a livello della parte inferiore della schiena, allo scopo di anestetizzare i nervi che si diramano al torace e alla parte inferiore del corpo. A questa forma di anestesia si ricorre per anestetizzare l’addome, il bacino e/o le gambe in caso di interventi chirurgici su questi distretti del corpo, per gli interventi di chirurgia addominale o per il parto pilotato. L’anestesia spinale consiste nell’introdurre l’anestetico direttamente nel canale spinale allo scopo di indurre anestesia nel basso ventre e alle gambe. L’introduzione dell’anestetico avviene tramite un ago inserito tra la IV e la V vertebra lombare (PUNTURA LOMBARE).

 
 
+IL PARERE DELL'ESPERTO

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Dr. Giovanna Delogu
- Professoressa, quali  sono gli ambiti nei quali  si svolge la sua  professione?

- È migliorata la statistica  dei casi di emergenza?  Ha visto crescere i  risultati positivi?

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