Il dolore è di solito il sintomo più comune della presenza di una malattia. È quindi spesso un campanello di allarme importante che segnala la presenza di un rischio. Questo però è spesso vero nelle malattie acute, ma non nelle patologie croniche, nelle quali, il dolore perde la sua funzione di “sentinella“ e diventa esso stesso “malattia”, causa di sofferenze, a volte inutili ed umilianti.
La terapia del dolore può essere effettuata con modalità diverse. Un primo metodo, piuttosto semplice, è patrimonio comune di ogni medico, e consiste nel somministrare farmaci di potenza analgesica adeguate all’intensità del dolore riferito dal paziente. Ciò costituisce indubbiamente una valida alternativa per i dolori acuti e/o destinati a risolversi in poco tempo e , comunque, in quelle situazioni in cui il dolore possa essere considerato solo come un sintomo della malattia. Ben diverso , invece, è il caso del dolore persistente e di quello cronico, benigno e/o maligno, in cui la sensazione dolorosa perde la sua caratteristica di segnale di una malattia e ne diventa invece la sua connotazione più importante. In questo caso il dolore diventa il problema principale del paziente e ne condiziona a tal punto l’esistenza, da relegare quasi in secondo piano la malattia d’origine. In simili circostanze è evidente che il metodo con cui condurre la terapia antalgica debba essere più complesso e rivolto necessariamente all’identificazione della causa e dei meccanismi patogenetici del dolore, presupponendo altresì una profonda conoscenza e padronanza dei mezzi per contrastarli: questo è il campo d’azione della Terapia Antalgica Specialistica.
Esistono vari tipi di dolore:
TRANSITORIO: quando vi è attivazione dei nocicettori, , corpuscoli deputati alla trasmissione degli stimoli dolorosi, senza danno tissutale. Scompare con la cessazione dello stimolo; esempio un pizzicotto.
ACUTO: è un dolore nocicettivo, di breve durata in cui di solito è evidente il rapporto di causa/effetto. Nel dolore acuto, per effetto di una causa esterna o interna, si ha una fisiologica attivazione dei nocicettori. Si ha, in genere, un danno tissutale; il dolore scompare con la riparazione del danno.
PERSISTENTE E CRONICO: è persistente il dolore dovuto alla permanenza dello stimolo nocicettivo o della nocicezione. É cronico il dolore associato a profonde modificazioni della personalità e dello stile di vita del paziente che costituiscono fattori di mantenimento indipendenti dalla nocicezione. |